| Corydoras paleatus: allevare con dedizione |
Corydoras Paleatus: allevare con dedizionedi Alessandro Perrelli
Eccitato da un lato e un pò impaurito dall’altro mi feci in silenzio una domanda “ORA COSA DEVO FARE?”.
Prelevai con estrema accortezza le uova da ogni parte dell’acquario, usando UNICAMENTE i polpastrelli; è sorprendente accorgersi di come le estremità delle dita bagnate rendano agevole l’ancoraggio delle uova che vengono letteralmente calamitate dai polpastrelli. Contai circa 65 uova, che misi subito in una bacinella contenente acqua dello stesso acquario (T-22°C, conducibilità 440ms, PH-7, KH-7, GH-9) con pietra porosa attivata 24 ore su 24, un piccolo termoriscaldatore ed una lampada accesa 7 ore al giorno. Nella bacinella aggiunsi anche una goccia di blu di metilene.
Ero solo all’inizio di una incredibile avventura, ma ancora non mi rendevo conto… per diversi giorni non feci altro che guardare le uova osservandole di continuo, percependo subito una netta differenza tra due evidenti categorie… le uova lucide (trasparenti) … e le uova opache (bianche).
È proprio dalla prima serie di uova, quelle trasparenti, che le prime codine di Corydoras fecero la loro sorprendente comparsa dopo circa 7 giorni.
Le altre invece, quelle opache, svilupparono una aureola di muffa e non si schiusero mai. Mi affrettai a rimuoverne i resti dalla vaschetta con una pipetta aspiratrice.
Dalla completa
Una volta che i piccolissimi Corydoras cominciarono a nuotare liberamente in vasca, iniziai a somministrare spirulina in polvere (3 volte al giorno) e a effettuare 2 cambi giornalieri di acqua. In questa operazione l’unica cosa che contò veramente fu la “GRADUALITA’” nell’immissione di acqua nuova per evitare bruschi sbalzi chimici che avrebbero compromesso la vita di questi piccolissimi pesci. Dopo 2 settimane dalla schiusa, i piccoli Cory presero una discreta forma allungata, marcatamente assottigliata verso la parte finale della coda, e man mano che i giorni passavano si cominciarono a intravedere anche le pinne laterali.
Alla quinta settimana, spostai i Corydoras in un cubo-acquario da 20 litri dotato di filtro interno, che mi permise di ridurre i cambi d’acqua ad una volta al giorno.
Dopo 2 mesi i Corydoras erano 34, tutti molto definiti sia nei colori che nei disegni evidenziati dalle diverse sfumature lungo tutto il corpo.
Sulla base dei dati che ho potuto raccogliere con questo metodo di allevamento, è emerso che le prime 5 settimane di vita sono state sicuramente le più delicate; dalla sesta settimana in poi la mortalità si è abbassata decisamente (dal 47% al 32%).
Quando i Corydoras avranno compiuto 4 mesi, li inserirò nel l’acquario di provenienza insieme agli adulti per un breve periodo prima di regalarli ad altri appassionati come me. È stato faticoso ma emozionante aver passato questi mesi dedicando un costante FOCUS giornaliero sui tanti parametri vitali per la sopravvivenza degli avannotti. Per il futuro vorrei cimentarmi ancora con la riproduzione dei simpatici Corydoras Panda. Non ho fretta… ho solo tanta passione.
Alessandro Perrelli
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